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2022

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Medea/

Mariano/

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Paluaro/

Paluzza/

Arta Terme/

Turriaco/

San Canzian d'Isonzo/

San Pier d'Isonzo/

Muggia/

2021

Porpetto/

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Carlino/

Marano Lagunare/

Mione/

Comeglians/

Prato Carnico/

Ravascletto/

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Pesce
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UNO SPETTACOLO IN 7 CAPITOLI

- liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Gabriel García Márquez -

 

Un progetto del Collettivo L’Amalgama

Regia, ideazione e coordinamento artistico: Andrea Collavino

Drammaturgia: Valentina Diana

Tecnici luci e suono: Théo Longuemare - Alberto de Felice

Costumi: Lucia de Monte - Corinne Giunti

Con le attrici e gli attori del Collettivo L’Amalgama

Progetto realizzato grazie al sostegno di:

2021 - comuni di Porpetto, Carlino, Marano Lagunare, Mione, Comeglians, Prato Carnico, Ravascletto - Fondazione Friuli / BIM Bacino Imbrifero del Tagliamento / Prospettiva T _ Festival Teatro nei Luoghi / Il Gruppo corale Chei di Guart / Zeroidee / Evoè Teatro​

2022 - comuni di Mariano, Mossa, Medea, Arta Terme, Paluaro, Paluzza - Fondazione Friuli / Evoè Teatro / Regione Friuli Venezia Giulia / IO SONO FRIULI VENEZIA GIULIA Associazione 47|04 / Fondazione Carigo / Civica accademia d'arte drammatica NIco Pepe ArtistiAssociati / Cooperativa Puntozero

Comunità Montana della Carnia / Amis Comitat di Val e Rualp / Silent Alps

con la partecipazione della Corale Renato Portelli di Mariano del Friuli e del Corut di Paularo

una Co-produzione con Il Rossetti di Trieste - Teatro Stabile del FVG grazie e al sostegno di:

2022 - comuni di Turriaco, San Canzian d'Isonzo, San Pier d'Isonzo, Muggia - Confine Capitale/festival di piccola editoria e traduzione / Pro Loco di Turriaco / Turriaco Cuore della Bisiacaria / Gruppo Costumi Tradizionali Bisiacchi /

Auser sez. di Turriaco / A.S.D. Turriaco / Kiosco Pojana / Pizzeria My Way - Parrochhia. di. Santa Maria. Assunta / Associazione Amici di Muggia Vecchia / Serenade Ensemble

con la partecipazione della Banda Peon di Turriaco e il coro Semplici Note di Muggia

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La compagnia del Collettivo L’Amalgama mette in scena Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez in sette capitoli: sette brevi spettacoli contaminati dal paesaggio e dalla vita dei Comuni che, a partire dall’estate 2021, ospitano la compagnia e diventano il palcoscenico naturale di ogni capitolo.

La compagnia si stabilisce nel paese per lavorare nei suoi spazi all’aperto, chiedendo la collaborazione artistica e tecnica della gente del posto, valorizzandone le tradizioni e l’associazionismo. Alla fine della settimana di residenza il pubblico assiste, in forma di spettacolo, al capitolo appena creato.

e i circensi dell’opera di Márquez, dando un assaggio dello spettacolo che verrà e invitando il pubblico a seguirli nel comune ospitante per conoscere la loro storia.

Il romanzo racconta sette generazioni della famiglia Buendía, il cui capostipite fondò la città di Macondo, dove avvengono tutti gli incontri ed eventi soprannaturali che caratterizzano l’opera e dove si intrecciano i destini degli abitanti con quello del mondo circostante. Gli eventi soprannaturali si ripetono di generazione in generazione, creando degli elementi di distacco dalla tradizione familiare e dando l’impressione di cambiare per sempre il corso della vita della casa dei Buendìa. Altri elementi invece, reali o surreali, ritornano a marcare il legame indissolubile che c’è tra i componenti delle sette generazioni.

Come possiamo raccontare una storia?

“Forse c’è bisogno di ritrovare la magia, il mistero” ci siamo detti. Ispirandoci al realismo magico di Márquez, il nostro lavoro si focalizza sulla ricerca dell’elemento surreale e fantastico della vita quotidiana, sui casi miracolosi che ci possono capitare tutti i giorni e che non si possono spiegare razionalmente: un incontro fortuito, un incidente, un’eredità inaspettata, una predizione che si realizza. Questi eventi straordinari, avverandosi, cambiano il corso dell’esistenza dei singoli ma anche di famiglie, generazioni e paesi.

La compagnia vuole recuperare la componente magica presente nelle storie dei Comuni italiani per mostrare quanto di meraviglioso si nasconde nel reale. Ci faremo influenzare dai fatti reali e miracolosi che ci racconteranno gli abitanti, da ciò che vedremo in paese, da leggende, dal romanzo stesso e dalle nostre esperienze personali per costruire così i vari capitoli. Vorremmo riscrivere la storia di questi paesi come fossero nuove Macondo: luoghi rappresentativi di un immaginario collettivo, in cui tanti Comuni italiani possano riconoscersi.

I capitoli sono sette, sette come le generazioni della famiglia Buendía.

Ogni capitolo sarà autoconclusivo, uno spettacolo a sé, che verrà creato e rappresentato in un Comune, il capitolo successivo in un altro e così via.

Faremo le prove all’aperto e il lavoro crescerà di giorno in giorno sotto gli occhi dei passanti. Come palcoscenico useremo le strade, i cortili, le aiuole, i parchi e come sfondo le case, i muri e gli alberi del paese.

Alla fine della settimana il lavoro verrà presentato al pubblico in una serata che unirà spettacolo e festa, restituendo così al teatro la sua funzione: un momento in cui ritrovarsi, fare comunità e ascoltare insieme una storia.

Attorno al comune ospitante creeremo una rete di comuni limitrofi che aiuteranno la compagnia a sviluppare ulteriormente il progetto.

In questi comuni verranno realizzate delle video interviste, fondamentali tesori drammaturgici per la scrittura dei capitoli, che faranno da ponte tra la storia e la cultura dell’area geografica di residenza e l’immaginario dell’opera di Márquez. Inoltre le interviste saranno proiettate dopo lo spettacolo, creando un momento d’incontro pubblico tra i comuni e le storie dei suoi abitanti. La compagnia realizzerà anche una parata in ogni comune coinvolto nel progetto: gli attori truccati e costumati scenderanno per le vie di questi paesi e coinvolgeranno gli abitanti o i passanti, proprio come i circensi dell’opera di Márquez, dando un assaggio dello spettacolo che verrà e invitando il pubblico a seguirli nel comune ospitante per conoscere la loro storia.

La compagnia farà dei sette capitoli un unico grande racconto componendo un intreccio che ricorda un quadro di Hieronymus Bosch, dove episodi che apparentemente non hanno a che vedere l’uno con l’altro proprio perché affiancati narrano la stessa storia.

Il racconto vedrà la luce alla fine di questo lungo tour tra piccoli comuni italiani che ci ospiteranno e con i quali lavoreremo in grande sinergia.

 

Articolo di Laura Fonovich